Sempre più esaltati iniziamo a sparare. Qualcosa non funziona nella mia pistola, non becco nemmeno il cartoncino(non c’è la sagoma come in CSI ma dei miseri bersagli circolari). Come è possibile?La posizione c’è, l’arma è carica, ho messo anche gli occhiali. Niente. Al decimo tiro circa capisco quale è il problema. La pistola non è allineata con il bersaglio o in gergo tecnico il mirino non è allineato alla linea di mira. Praticamente stavo sparando due metri sopra il bersaglio, puntavo al soffitto. Iniziamo bene. Divento motivo di scherno per l’istruttore che dichiara apertamente “Le donne non dovrebbero venire qui, sono inette”Ride. Io no perché so che nel mio caso ha ragione ma non mi abbatto. Mi sento troppo una Marica Masina incompresa.
S. le centra quasi tutte e non riesco a capacitarmene inizia a salirmi l’odio, l’invidia, l’impotenza e pure un po’ di invidia del pene vedendo l’arma di un ragazzo poco lontano dalla mia postazione che in confronto alla mia misera pistolina 7mm sembra un bazooka.
Io e il gentil consorte facciamo cambio di arma perché l’impugnatura della mia era scomoda e perché se cosi non fosse stato avrei continuato a lamentarmi fino alla fine dei suoi giorni.
Il braccio incomincia a cedere, la mano trema ma sto iniziando a fare centro non posso smettere ora.
Posizione, alzo la pistola, mi concentro, respiro, tiro e ricarico, posizione, pistola, concentrazione, respiro, tiro e ricarica.
Faccio più centri io di S. e la sua media cala drasticamente. Mi convinco del fatto che la colpa non fosse del tutto mia ma della pistola poco adatta al mio ruolo di donna sparante.
Sono stanca mi fa male tutto ma S. vuole continuare a sparare. Io mi siedo e guardo il mio vicino di linea. Un bambino di 10 anni alla sua prima esperienza. Le centra tutte, ma proprio tutte grazie anche all’aiuto di un poggia braccio che l’istruttore gli ha dato per non farlo stancare. Io sono sull’orlo di una crisi di nervi. Lo odio, ma tanto tanto e lo invidio perché a me il poggia braccio mica me lo hanno dato questi infami. Avrebbe fatto persino pendant con la mia borsetta, pazienza. Decido di fare ancora un paio di tiri quando l’istruttore si avvicina e mi dice “fammi vedere come spari”. Il primo colpo va in Messico, il secondo cerca di raggiungerlo ma all’ultimo devia e finisce in Canada il terzo centra miracolosamente il bersaglio. 10 punti, mai fatto un tiro migliore. Uno su tre non è esattamente un’ottima media ma sorrido tutta tronfia e orgogliona del mio risultato. C’è qualcosa che non va e anche l’istruttore maschilista lo capisce, come è possibile che spari ogni volta in un punto diverso?Che dentro di me ci sia lo spirito di una tiratrice di bersagli mobili?Che una figura oscura muova il mio braccio nell’istante preciso in cui sbatto le palpebre?Che il bersaglio vibri nell’aere come un colibrì impazzito? Troppo improbabile.
Mi fissa, lo sento. E’ li a 20 centimetri dalla mia faccia, mi respira addosso e mi innervosisce. “Quale è il tuo occhio dominante?” .Vorrei rispondergli “quello con la frusta” ma so già che non la capirebbe e mi limito a dire “il sinistro, credo”. Così mi fa fare una breve prova e svela l’arcano.
Essere destrorsa con l’occhio sinistro dominante ed il parkinson non giova alla mia mira.Questo dà una leggera spinta alla mia autostima finita ormai tra le cartucce vuote sul pavimento.Una carriera spezzata sul nascere. Ho ancora un guizzo “E se diventassi mancina?”
Mi rispondo da sola, non ci sono speranze. Guardo S. e gli chiedo “Domenica prossima?Portiamo fuori i cani del canile?Dovrei ancora essere in grado di camminare”. Lui mi guarda, appoggia la pistola, mi sorride e mi dice “va bene amore”.
In questa prova mi ha battuta ma ora ci aspetta il ristorante e lì avrò la mia rivincita.
Adoro i piani ben riusciti.
Ma non pensarmi più
che cosa vuoi aspettare?
l'amore spacca il cuore
Spara! Spara! Spara, dritto qui ...
Quando c’è sentimento, non c’è mai pentimento.
Così citava una vecchia canzonetta. Ebbene si in certi casi è vero o almeno questo è ciò che mi hanno detto anche se mi è sorto il dubbio che il mio compagno S. non ne sia proprio convinto.
Premessa: sono abbastanza volubile ed ogni settimana ho un hobby nuovo, o meglio un’idea su come buttare il mio tempo.
Ho provato di tutto dalla collezione di francobolli, bambole di porcellana, vinili(durata poco a dire il vero soprattutto perché non avendo un giradischi la cosa risultava abbastanza ridicola),danza(8 anni di onorata carriera gettati alle spalle sotto forma di culone),cartapesta, cucito, fotografia, fabbricazione candele,cappelli, fiori secchi ed ikebana. Ci mancavano solo le gare di rutti e i campionati mondiali di prato fiorito per completare il quadretto.
Questa settimana è toccato al tiro a segno. Già mi vedevo in tenuta mimetica con un Ak 47 tra le mani, cartucciera intorno alla vita e anfibi militari. Non è andata proprio così.
Tanto per iniziare il poligono la domenica mattina apre alle 9.00 e secondo la signora dell’ufficio informazioni sarebbe stato meglio recarsi lì in un orario compreso tra le 9.30 e le 11.00.
Il giorno prima S. dà il suo consenso inconsapevole dell’infausto destino. Domenica saremmo andati a sparare. Tutta esaltata gli do appuntamento alle 9.30 a casa mia perché lo conosco e non arriva mai con meno di 15 minuti di ritardo.
Complice l’alzataccia, il vento e probabilmente pure una premonizione atta a distruggere le mie previsioni S. arriva da me alle 9.00. Citofona. Il panico. Il terrore. Non sono pronta, sono in mutande davanti allo specchio e impreco, corro, rispondo, entra. Mi vesto in 8 secondi netti un po’ di più per il trucco ma tanto è presto. Finisco ed usciamo cercando di non volare via prima di arrivare alla macchina a causa delle raffiche di vento che manco in Nebraska.
L’arrivo al poligono non è certo dei migliori. Non troviamo l’entrata anzi entriamo ma non vogliamo credere che gli spazi di tiro siano degli sgabelli dietro ad un bancone con bersagli da 25 metri all’APERTO vento che tira a 150 nodi e temperatura inferiore ai 3 gradi. Dopo la classica figura da pirla troviamo la porta per gli uffici. Respiro di sollievo, documenti, acquisto linea di tiro, cartucce, pistole ecc.
Bene siamo pronti. Area di tiro da 10 metri. L’istruttore ci accoglie perculeggiandoci e guardandomi con la classica faccia da “cosa non si fa per amore eh?Come è riuscito a trascinarti qui?Ti ha promesso un anello di diamanti e una Ferrari ?”. Dopo poco scoprirà che la mente malata che ha partorito l’idea è la mia e guarderà S. con infinta compassione.
Ci spiega i primi rudimenti dell’arma, composizione, ricarica, proiettili, posizione di tiro, impugnatura, mira ecc.